Hotello. Abitare un ritardo, Milano
Hotello, somnia et labora: Abitare un ritardo
a cura di Ermanno Cristini e Giancarlo Norese
nell’ambito della mostra
999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo
a cura di Stefano Mirti
Triennale di Milano, 12 gennaio – 2 aprile 2018
Conferenza stampa: 11 gennaio 2018 ore 11.30
Inaugurazione: 11 gennaio 2018 ore 19.00
In occasione della mostra 999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo alla Triennale di Milano, Hotello ospita una declinazione del progetto Abitare un ritardo, sviluppato da Ermanno Cristini e Giancarlo Norese al PROGR di Berna nel marzo del 2016.
Disegnato da Roberto de Luca e Antonio Scarponi per daskonzept (2013), Hotello è una casa-ufficio portatile che mette in scena l’essenza della misura minima dell’abitare.
L’obiettivo è fare dell’abitare l’occasione per mettere in atto delle pratiche che percorrano il tempo senza tempo dell’attesa creativa. Piccoli gesti, soste, pigrizie, lentezze, contemplazioni, stupori, indugi di cui raccogliere amorevolmente le tracce oziose e ozianti per sperimentare un modo di fare che è un modo di essere. Una passeggiata nella domus per ritrovare, con Robert Walser, il piacere dell’incontro sorprendente fuori dal rapporto funzionale con il mondo.
In questa ginnastica improduttiva sono coinvolti alcuni “artisti in visita” che si alternano in giorni diversi. La raccolta delle tracce del loro perdersi anima Hotello per il periodo della mostra, dando luogo a un dialogo a più voci nella condizione di tempo sospeso, che è la condizione stessa del fare artistico.
“Ritarderanno” con Ermanno Cristini e Giancarlo Norese (11 gennaio), gli autori di Hotello, Roberto de Luca e Antonio Scarponi (10 marzo) e inoltre: Giovanni Bai (23 marzo); Helga Franza; Marco Giacomoni (1 marzo); Silvia Hell (7 marzo); Corrado Levi; Microcollection (11 marzo); Chiara Pergola (8 marzo); Luca Scarabelli (14 marzo); Umberto Cavenago; Gianluca Codeghini (7 marzo); Paola Pietronave & Francesca Migone (25 marzo); Matteo Cremonesi (22 marzo); Marika Pensa, Omar Nedjari (20 marzo); Giuliano Palmieri (16 marzo); Daniele Pario Perra, Lucia Babina (4 marzo); E il Topo (Gabriele Di Matteo, Steve Piccolo, Gak Sato) (27 febbraio); Luca Pancrazzi (6 marzo); Al Fadhil (28 febbraio); Marta Margnetti; Fiorenza Bassetti (24 marzo); Meinrad Feuchter (17 marzo); Silvano Repetto (9 marzo); Mirko Aretini (18 marzo); Olivia Notaro (21 marzo); Francesco Maria Gamba (2 marzo); Stefano Benini (3 marzo); Giuliano Galletta (13 marzo); Stefano Cagol (27 marzo).
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6
20121 Milano
T 02 72 43 41
www.triennale.org
martedì – domenica
10.30 – 20.30
(ultimo ingresso ore 19.30)
999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo
www.999domandesullabitare.org
Roberto de Luca
Quando Hölderlin parla dell’abitare guarda al tratto fondamentale dell’esserci dell’uomo:
È il poetare (das Dichten) che, in primissimo luogo, rende l’abitare un abitare.
Abitare è segnare la propria presenza nel mondo.
Ancora Heidegger dagli scritti Poeticamente abita l’uomo
“È il poetare che, in primissimo luogo, rende l’abitare un abitare. Poetare è l’autentico far abitare (…) Noi abitiamo poeticamente?Probabilmente noi abitiamo in un modo completamente impoetico (…) Il fatto che abitiamo in modo impoetico, e fino a che punto, lo possiamo esperire in ogni caso solo se sappiamo il poetico. Un rovesciamento di questo abitare impoetico, se e quando accadrà, possiamo sperarlo solo se manteniamo l’attenzione rivolta al poetico. Come e fino a che punto il nostro fare e non fare possa aver parte in questo rovesciamento possiamo provarlo solo noi stessi, se prenderemo sul serio il poetico“.
“Il guardare in alto supera la distanza che sta fra noi e il cielo, e rimane tuttavia quaggiù sulla terra.
Il guardare in alto misura tutto il ‘frammezzo’ che sta fra cielo e terra. Questa misura (…) la chiameremo ora la ‘dimensione’ (…) Essa non è originata dal fatto che la terra e il cielo sono volti l’una verso l’altro. Anzi, il loro essere rivolti l’una verso l’altro si fonda a sua volta nella dimensione. L’abitare dell’uomo sta in questo misurare-disporre la dimensione guardando verso l’alto (…) Il misurare-disporre è la poeticità dell’abitare. Poetare è un misurare (…)
Hotello „ Abitareunritardounricordo “
Für die Vögel und Norbert „Silence“
Persone care, amici, parenti, conoscenti, continuano la loro esistenza nel ricordo.
Questi ricordi sono una sorta di ospiti e abitano in me.
Con molte di queste persone che popolano la mia stanza immaginaria avrei voluto condividere situazioni (mancate) della realtà.
In Hotello dedico a queste persone una giornata per tornare e condividere con me questo momento.
Ricorderò anche momenti della vita (tratti da diverse performance) dell’artista amico Norbert Klassen, tramite una raccolta di stampe del fotografo Martin Rindlisbacher (presentate in Hotello come delle tende aggiuntive).

































